Dodici città, dodici tappe, una community più grande e consapevole. Il bilancio di un viaggio che ha attraversato l’Italia per dare valore a persone e territorio
AperiTour 2026 è terminato. Dodici tappe, dodici città, quattro mesi in giro per l’Italia, da Lecce a Sciacca, passando per Bari, Firenze, La Spezia, Venezia, Salerno, Bologna, Torino, Milano, Roma, Catania.
È il momento giusto per fermarsi e capire cosa è successo davvero.
Non era solo un tour di formazione
Lo avevamo detto a gennaio: AperiTour non sarebbe stato un evento itinerante come gli altri. Volevamo qualcosa di più difficile da misurare e per questo più prezioso. Un momento culturale che costruisse una narrazione diversa dell’ospitalità italiana: consapevole, radicata, capace di generare valore senza sottrarlo. A giudicare da quello che abbiamo vissuto, ci siamo riusciti.
In ogni tappa, l’85% dei presenti era composto da operatori del settore extralberghiero. Metà erano già parte della community di Vivere di Turismo; l’altra metà l’ha scoperta proprio grazie al tour. Ogni serata ha prodotto nuove connessioni, nuovi scambi, nuove collaborazioni destinate a continuare.
Il profilo degli operatori dell’extralberghiero che emerge dai dati raccolti (la Ricerca sarà presentata il 17 e 18 novembre a Rimini) è quello di persone radicate, consapevoli, impegnate nel territorio in cui vivono. Non speculatori, non multinazionali del turismo. Persone che hanno scelto un modo diverso di stare in un luogo e di renderlo migliore.
La Sicilia, ultima regione toccata dall’AperiTour: le consapevolezze che ci siamo portati a casa prima dell’appuntamento di Rimini
La Sicilia, ultima tappa, è stata anche la più emblematica: un territorio che conosce bene il peso del turismo estrattivo e che sta costruendo, con fatica e consapevolezza, un modello alternativo. Le storie che abbiamo ascoltato a Catania e a Sciacca resteranno con noi. Come anche tutte quelle che abbiamo raccolto durante il nostro tour per l’Italia.
“Ogni evento è un tassello. Ogni incontro è una possibilità. Ogni relazione è un investimento sul futuro del turismo che vogliamo costruire.” Sono state le parole emozionate di Gwendoline Brieux, di Vivere di Turismo.
E se AperiTour è stato il viaggio, il Festival è la casa.
Il Vivere di Turismo Festival 2026 — 17 e 18 novembre, PalaCongressi di Rimini — è il luogo dove tutto si raccoglie. Dove chi studia il turismo incontra chi lo vive ogni giorno. Dove la ricerca universitaria incontra le storie degli operatori. Dove il turismo smette di essere industria e torna a essere cultura.
Con una community di oltre 15.000 persone, il Festival è già il più grande evento italiano dedicato all’extralberghiero. E quest’anno ha qualcosa in più da dire.
Iscrizioni: www.viverediturismofestival.it





