Conferenza stampa di presentazione della quarta edizione del Vivere di Turismo Festival
Milano, 23 settembre 2026
Ieri sera, a Milano, all’Osteria Popolare Pugliese abbiamo incontrato amici, professionisti della nostra community e i giornalisti di Italian Travel Press, l’associazione dei giornalisti di viaggio, per raccontare la quarta edizione del Vivere di Turismo Festival.
Una conferenza stampa a cui abbiamo anche voluto dare un titolo: Oltre l’Immaginazione, ed effettivamente, molto presto, ha smesso di sembrare soltanto una conferenza stampa.
Perché il Vivere di Turismo Festival, prima ancora di essere un evento, è una comunità di persone. E ieri sera quella comunità si è ritrovata.

Il 17 e 18 novembre il Festival tornerà al Palacongressi di Rimini. Questa quarta edizione arriva dopo un percorso che negli anni è cresciuto insieme alle persone che ogni anno scelgono di partecipare: host, property manager, relatori, aziende, espositori, community.
Persone che arrivano da esperienze diverse e che per due giorni si ritroveranno nello stesso luogo per imparare, confrontarsi, fare domande, condividere idee e costruire relazioni.
È questa la dimensione che ieri sera abbiamo voluto raccontare. Non soltanto cosa ci sarà sul palco, ma soprattutto chi ci sarà intorno a quel palco.
Non “se” generiamo impatto, ma quale impatto scegliamo di generare.
Una domanda che ci siamo ripetuti spesso, confrontandoci anche con esperti e professionisti del settore extralberghiero. Ed è da qui che nasce il tema della quarta edizione che è “Generiamo impatto”, un tema che arriva dopo Custodi di Bellezza (2023), Pionieri di felicità (2024) e Cittadini Ospitali (2025).
Un percorso che ogni anno ha spostato un po’ più in là il modo in cui guardiamo al nostro mestiere.
A Milano, Danilo Beltrante, founder del Festival, ha spiegato da dove nasce questa scelta. “La quarta edizione del Vivere di Turismo Festival nasce dentro un passaggio generazionale storico: nei prossimi dieci anni milioni di immobili passeranno di mano, mentre il turismo continuerà a crescere. Abbiamo davanti un’opportunità enorme per riportare vita, economia e futuro soprattutto nei nostri centri storici. Per questo oggi la domanda non è più se genereremo impatto, ma quale impatto vogliamo generare. Possiamo continuare semplicemente a estrarre valore dai territori oppure scegliere di restituirne, creando opportunità anche per chi verrà dopo di noi.”
È questa l’Ospitalità Generativa che porteremo al centro di Rimini: un modo di fare impresa più connesso alle comunità e al futuro dei luoghi.
Nel nostro comparto, del resto, imprenditore e cittadino coincidono quasi sempre nella stessa persona. Si lavora nei luoghi in cui si vive, ci si rifornisce dai negozi che si consigliano agli ospiti, si partecipa alla vita della propria comunità. Quando vendiamo una notte non stiamo vendendo soltanto un letto: stiamo vendendo anche le strade, il paesaggio, i ristoranti, la cultura e le persone di quel luogo.
“Una singola struttura che sceglie un produttore locale probabilmente non cambia un territorio. Mille strutture che lo fanno iniziano a creare un mercato.”
La sostenibilità di chi accoglie
C’è poi una seconda lettura, meno frequentata dal dibattito di settore, che ieri sera è entrata nella conversazione: quella che riguarda la qualità della vita di chi ospita. Lo ha raccontato Gwendoline Brieux, cofondatrice del Festival e direttrice della Vivere di Turismo Business School. “Crediamo che la sostenibilità di un’attività non possa essere separata dalla sostenibilità della persona che la porta avanti. Quando una persona sta bene, lavora meglio; quando un professionista cresce, può generare valore intorno a sé; quando una comunità collabora, un territorio può trovare nuova linfa. Così possiamo scegliere di nutrire invece di deturpare, di lasciare qualcosa in più rispetto a ciò che abbiamo trovato.”
Una visione riconosciuta anche fuori dal Festival: Gwendoline è tra le tre donne classificate prime per Women Who Won 2026, il premio promosso da QualityTravel nella categoria Hospitality extralberghiera.
Quando l’impatto diventa misurabile
Ai giornalisti presenti sono stati consegnati in anteprima i risultati della ricerca condotta dall’Università degli Studi di Firenze e coordinata dalla professoressa Lucia Varra: un’indagine nazionale sull’impatto delle organizzazioni extralberghiere sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Lo studio è stato condotto su oltre 600 imprese extralberghiere, attraverso un modello costruito appositamente su 64 indicatori e 6 variabili, e si è articolato su due livelli: l’orientamento culturale di queste imprese, cioè l’importanza che attribuiscono a ciascuna pratica di sostenibilità, e le pratiche effettivamente presenti nella loro gestione quotidiana.
È una distinzione che ci riguarda da vicino, perché è esattamente lo spazio che separa ciò che dichiariamo di essere da ciò che facciamo davvero nelle nostre strutture.
La ricerca che sarà presentata a Rimini applica per la prima volta al comparto extralberghiero e su scala nazionale, un impianto di misurazione maturato sulle destinazioni.
È il passaggio che permette di leggere l’ospitalità diffusa non come somma di attività individuali, ma come sistema capace di produrre effetti misurabili sui territori. Di un tema di cui si parla da anni, finalmente, si potrà parlare con dati ed evidenze.
Il primo Meetup Nazionale delle Community Airbnb
Tra le novità più importanti dell’edizione 2026 c’è un appuntamento che racconta perfettamente lo spirito del Festival. Per la prima volta in Italia le community territoriali di host si riuniranno in un unico appuntamento nazionale, scegliendo il Vivere di Turismo Festival come sede del confronto.
A Rimini arriveranno Community Leader e membri delle community da tutta Italia. Claudia Pattarini, cofondatrice di Love Sustainability e Conscious Host e Community Leader Airbnb, ha sottolineato in una nota: “Per la prima volta gli host italiani si riuniscono in un grande abbraccio. Avremo l’occasione di conoscerci, imparare gli uni dagli altri, confrontarci sui valori che ci uniscono: collaborazione, fare rete, advocacy, solidarietà. E di comprendere come gli host e i Community Leader traducono quotidianamente questi valori e quale impatto generano all’interno delle loro comunità di provenienza.”
Il Forum Nazionale della Tornanza arriva al Festival
La seconda grande novità riguarda il II Forum Nazionale della Tornanza, che il 18 novembre si svolgerà per la prima volta dentro il Vivere di Turismo Festival, con il titolo “Dal turismo all’economia relazionale: un nuovo paradigma per lo sviluppo dei territori.”
Per decenni il valore del turismo è stato misurato attraverso arrivi, presenze e spesa; indicatori necessari, ma non più sufficienti a raccontare il contributo che il viaggio può offrire allo sviluppo dei luoghi.
La Tornanza parte da un’idea: trasformare la mobilità delle persone in capitale relazionale. Non soltanto persone che arrivano, ma persone che tornano, che costruiscono relazioni, che entrano in contatto con un territorio e possono contribuire a generare investimenti, collaborazioni, nuove imprese e, talvolta, nuove ragioni per restare o per scegliere un luogo.
Il Forum riunirà istituzioni, imprese, università, ricercatori e protagonisti del cambiamento in una giornata articolata in dieci panel: dal ruolo dell’università nello sviluppo dei territori al passaggio dalle idee all’impresa, dalla comunicazione come costruzione di nuovi immaginari dei luoghi alle politiche capaci di trasformare l’attrattività in possibilità, fino al Mediterraneo come spazio di mobilità e di ritorno e a una nuova agenda per i territori.

Due giornate, dieci spazi di lavoro
A Rimini troverete dieci spazi di lavoro attivi in contemporanea: sette sale formative, Main Hall, Property, Operation, Impact, Digital & AI, Workshop, Book & Vision, con speech, panel e laboratori pratici; due sale showcase, Faro e Borgo, dedicate alle aziende espositrici; e un Open Stage riservato agli interventi brevi e alle testimonianze dirette degli operatori.
Il palinsesto conta oltre 150 tra speech, workshop e casi di studio e più di 140 relatori, articolati su dieci aree tematiche. Parleremo di ospitalità e relazioni; revenue management; marketing e posizionamento; intelligenza artificiale, tecnologia e automazione; gestione e operatività; fiscalità e normativa; territori, comunità e impatto; sostenibilità, accessibilità e inclusione; impresa, persone e benessere e, infine, diimmobili, design e valorizzazione.
Completano il programma un’area espositiva con oltre 50 aziende del comparto, l’aperitivo di networking al termine della prima giornata e l’estrazione dei premi offerti dagli espositori a chiusura dei lavori.
E poi i servizi pensati per permettervi di esserci davvero: la ludoteca gratuita per bambini dai 3 ai 9 anni attiva per tutta la durata dell’evento, la registrazione in alta definizione di tutti gli interventi delle sale formative disponibile nelle settimane successive, l’area riservata online per costruire il vostro percorso personalizzato e prenotare gli appuntamenti con gli espositori.

Jo, la donna che ha generato impatto custodendo
A dare un volto al tema di quest’anno abbiamo scelto Johanna van Gogh-Bonger, per tutti semplicemente Jo. Rimasta sola dopo la morte del marito Theo, con un figlio di un anno e centinaia di tele che nessuno voleva, riconobbe un valore là dove il mondo vedeva soltanto opere «troppo moderne» e se ne fece carico: allestì la collezione come un museo aperto, costruì relazioni con editori e collezionisti, curò la pubblicazione delle lettere tra Vincent e Theo.Generò un impatto che le è sopravvissuto di oltre un secolo e lo fece non creando, ma custodendo, mettendo in relazione, dando luce con pazienza e con visione.
È esattamente il gesto che riconosciamo nel lavoro di chi ospita: riconoscere ciò che vale, renderlo visibile a chi viene da lontano, custodirlo nel tempo invece di consumarlo in fretta.
Quattro anni dopo, il Vivere di Turismo Festival è una comunità
Forse il momento più emozionante della serata è stato proprio quello in cui abbiamo guardato indietro. Il Festival è nato da un’idea. Oggi quella stessa idea coinvolge migliaia di persone, oltre 140 relatori, aziende, espositori, community e professionisti provenienti da tutta Italia. “Quando abbiamo iniziato – ha sottolineato Gwendoline Brieux – avevamo un’idea e tanta voglia di creare uno spazio in cui le persone del nostro settore potessero incontrarsi davvero. Anno dopo anno, quell’idea è cresciuta insieme alla nostra community. Oggi il Festival è diventato un punto di riferimento per l’ospitalità extralberghiera italiana e la cosa che ci emoziona di più è vedere quante persone, aziende e realtà diverse scelgono di farne parte.»
Il Festival non è semplicemente un luogo dove incontrarsi, formarsi o fare networking. È una comunità che prende vita, fatta di persone appassionate, coraggiose, curiose e pronte a mettersi in gioco per costruire un modo diverso di fare ospitalità.

Da Milano a Rimini
La serata è finita tra conversazioni, fotografie, brindisi e nuovi incontri. Ma per noi è stato soltanto l’inizio. Milano è stata la prima tappa del viaggio verso il Vivere di Turismo Festival 2026. Il prossimo appuntamento è a Rimini, il 17 e 18 novembre. Al Palacongressi arriveranno migliaia di persone da tutta Italia: relatori, aziende, community, ricercatori, professionisti, host, property manager e tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a costruire il futuro dell’ospitalità.
La domanda, a questo punto, è semplice: tu ci sarai?
👉 Prenota il tuo biglietto e vieni a vivere il Festival a Rimini.
Perché certe cose si possono raccontare. Altre, invece, bisogna esserci per viverle.





